in reply to Francy 🌻

@francina1909 Capisco che possa spaventare collegare il conto corrente, ma in realtà Wero non ha accesso diretto e indiscriminato al conto: riceve solo le informazioni necessarie per far funzionare il servizio, mentre i dati bancari veri e propri restano sempre custoditi dalla banca. Inoltre l'autorizzazione di ogni pagamento richiede sempre PIN, impronta o riconoscimento facciale, quindi il livello di sicurezza è lo stesso di quando usi la tua app di home banking normale.
in reply to Francy 🌻

@francina1909 Solo dal conto corrente, non funziona con carte (nemmeno prepagate). È un sistema account-to-account: si collega direttamente all'IBAN di un conto presso una banca aderente, e i soldi si muovono da lì, non da un saldo precaricato come su PayPal. Stessa identica logica per Bancomat Pay qui in Italia, quando sarà interoperabile con Wero.
in reply to Francy 🌻

@francina1909 A seconda della banca, Wero può essere integrato direttamente dentro l'app di mobile banking che già usi, senza doverne scaricare una a parte. Da quello che si dice dovrebbe essere così anche in Italia, quindi probabilmente non dovrai nemmeno installare nulla di nuovo, ma lo troverai direttamente nella tua app bancaria abituale.
in reply to Max - Poliverso 🇪🇺🇮🇹

@max In parte come idea, ma il meccanismo è diverso: PayPal usa un saldo/wallet, Wero invece muove i soldi direttamente da conto a conto (account-to-account), via SEPA istantaneo. È pensato soprattutto come alternativa a Visa e Mastercard, non tanto a PayPal, e infatti le commissioni sono più basse rispetto ai circuiti tradizionali.
in reply to Max - Poliverso 🇪🇺🇮🇹

@max C'è anche una differenza importante a livello di infrastruttura: Wero si integra direttamente nella tua app bancaria (o nella sua app dedicata), quindi resta sotto giurisdizione europea, con i dati che restano nell'infrastruttura bancaria UE. A differenza di PayPal, Visa e Mastercard, che sono aziende statunitensi, con Wero non c'è nulla che passa attraverso server USA.
in reply to Max - Poliverso 🇪🇺🇮🇹

@max Nei Paesi dove è già attivo, si sta diffondendo anche nei pagamenti fisici, bar, ristoranti, locali: invece di pagare con la classica carta Visa o Mastercard, paghi direttamente con Wero, di solito scansionando un QR code. Un po' come funziona già da noi Satispay, se vuoi un paragone italiano.
in reply to Paola Bonacini

@paolabonacini Può sembrare poco, ma consideriamo che è partito relativamente da poco tempo, e per ora coinvolge solo questi pochi paesi.
L'Italia, come al solito, per il momento resta fuori. C'è anche da capire con quale sistema entrerà davvero in gioco: Wero direttamente, o EuroPA, l'altro circuito che collega Italia, Spagna, Portogallo e Andorra tramite Bancomat, MB WAY e simili.
in reply to Paola Bonacini

@paolabonacini Esatto, è proprio questo il punto: non è "solo" un'alternativa a Visa e Mastercard sulle carte, ma un cambio di approccio completo ai pagamenti, diretto da conto a conto, sotto controllo europeo.
Per darti un'idea dei numeri: è attivo in Belgio, Francia e Germania (con Lussemburgo e Paesi Bassi in fase di espansione), ha superato i 50 milioni di utenti registrati e ha già movimentato oltre 7,5 miliardi di euro.
in reply to Paola Bonacini

@paolabonacini Al momento non è ancora chiaro quale prevarrà qui da noi, ma penso che alla fine tutto verrà integrato in un'unica rete.
E poi c'è anche l'euro digitale, ancora in sviluppo lato BCE: non sostituisce Wero, sono due cose diverse che possono benissimo convivere. Avere più alternative valide ai circuiti americani non è un problema, anzi, poi ognuno sceglierà quella che preferisce usare.
in reply to Max - Poliverso 🇪🇺🇮🇹

@max Sono due cose diverse che viaggiano su binari paralleli. Wero, Bancomat ed EuroPA sono sistemi di pagamento privati, sviluppati da consorzi di banche, e in parte già attivi oggi. L'euro digitale invece è un progetto della BCE, una vera e propria moneta di banca centrale, che non sostituisce questi sistemi ma dovrebbe affiancarli in futuro.
in reply to Max - Poliverso 🇪🇺🇮🇹

@max Per l'euro digitale i tempi sono lunghi: regolamento entro fine 2026, pilota nel 2027, eventuale prima emissione nel 2029. Wero e Bancomat invece sono già operativi (anche se l'Italia deve ancora completare l'integrazione), quindi nel breve-medio termine è più probabile che si diffondano prima loro, mentre l'euro digitale resta un progetto a più lungo respiro.
in reply to Μᾶρκος

@Μᾶρκος

Aggiungerei una precisazione sul funzionamento di Wero, perché il paragone con Satispay può trarre un po' in inganno.

Wero non è tanto una nuova app di pagamento indipendente, quanto un sistema account-to-account sviluppato da EPI, l'iniziativa sostenuta da banche e operatori europei dei pagamenti. Può infatti essere integrato direttamente nell'app della propria banca; per alcune banche esiste anche l'app Wero separata.

Nei trasferimenti tra persone il destinatario può essere identificato, per esempio, tramite numero di telefono o e-mail. Nei pagamenti commerciali si sceglie Wero al checkout: da computer normalmente si scansiona un QR code, mentre da smartphone si viene portati direttamente all'app bancaria o all'app Wero. Lì si autorizza l'operazione con PIN, impronta o riconoscimento biometrico.

Il punto importante è ciò che succede dietro: i soldi passano direttamente da un conto bancario all'altro attraverso l'infrastruttura dei pagamenti istantanei SEPA. Non c'è quindi un saldo Wero da caricare e non occorre passare attraverso un circuito di carte.

Anche geograficamente farei una piccola correzione: Wero è già operativo soprattutto in Germania, Francia e Belgio. Nei Paesi Bassi è iniziata nel 2026 la migrazione graduale di iDEAL verso Wero. L'Austria invece si sta preparando ad entrare: Erste e Raiffeisen hanno aderito a EPI quest'anno, ma parlerei ancora di rollout futuro e non di servizio già diffusamente operativo.

È questa architettura, secondo me, la parte davvero interessante: molta della tecnologia bancaria esisteva già, Wero cerca soprattutto di coordinarla in un sistema europeo comune per pagamenti P2P e verso gli esercenti.

in reply to Etere Dietilico

@dietilico Giusta precisazione sul mio paragone con Satispay: la mia intenzione era portare un esempio vicino nell'uso quotidiano (paghi al bar/ristorante senza carta, spesso via QR), visto che il paragone con PayPal proprio non calzava, essendo un wallet con saldo precaricato, mentre Wero è tutt'altra cosa. Non intendevo dire che fossero identiche come architettura, solo la più vicina che mi veniva in mente come esperienza d'uso.
in reply to Μᾶρκος

quello che dici sull'esperienza d'uso è corretto ed è proprio questo il fulcro della questione: per l'utente finale l'azione di scansionare un QR code alla cassa deve risultare fluida e immediata, che dietro ci sia un wallet precaricato o un bonifico SEPA istantaneo. La familiarità del gesto è la killer application per l'adozione di massa di qualsiasi nuova tecnologia di pagamento.

Il fatto che tu abbia associato Wero a Satispay per il tipo di interazione quotidiana dimostra quanto il pubblico sia già stato "educato" a metodologie svincolate dalle carte di credito fisiche. La grande scommessa per Wero sarà replicare questa naturalezza su scala continentale, andando a scontrarsi con abitudini locali spesso eterogenee e fortemente radicate, come il persistente attaccamento ai contanti in alcune aree della Germania o l'uso capillare delle carte di debito nazionali in Francia o la ritrosia degli esercenti italiani.

L'architettura account-to-account è il motore invisibile che garantisce l'indipendenza strategica europea dai circuiti americani, ma il successo dell'iniziativa EPI si giocherà interamente sulla superficie. Se l'integrazione all'interno delle app bancarie dovesse risultare macchinosa, o se richiedesse un numero eccessivo di passaggi per confermare un semplice conto al ristorante, gli utenti tornerebbero in un lampo ad affidarsi ad Apple Pay o Google Wallet, che dalla loro vantano un'integrazione nativa e quasi impercettibile a livello di smartphone.

Un altro aspetto cruciale, dove il tuo paragone regge perfettamente anche dal punto di vista commerciale, è la conquista degli esercenti. Satispay ha costruito la sua base in Italia offrendo commissioni trasparenti e azzerate per i micro-pagamenti, convincendo i negozianti stessi a proporlo attivamente ai clienti. Wero dovrà mettere in campo una strategia economica altrettanto vantaggiosa sul lato merchant. Senza un reale e tangibile incentivo economico per chi sta dietro la cassa, sarà difficile scalzare terminali POS già ottimizzati per i colossi internazionali.

L'infrastruttura di Wero è complessa e idealmente ambiziosa, ma per trionfare nel mondo reale dovrà letteralmente "scomparire" dietro un'interfaccia utente rassicurante. Pensi che le banche tradizionali, storicamente non sempre brillanti nello sviluppo di interfacce agili, riusciranno a rendere questa esperienza davvero fluida e competitiva contro i giganti del tech?

@dietilico

in reply to macfranc

@macfranc @dietilico Il punto che sollevi sulle banche è probabilmente il vero tallone d'Achille del progetto, e i dati recenti confermano che la frammentazione è già evidente nell'esecuzione. Basti guardare al Belgio: cinque banche entrano in EPI nello stesso mese, ma quattro di loro integreranno Wero direttamente nelle proprie app bancarie, mentre Bank Van Breda ha scelto di offrire l'app standalone di Wero.

macfranc reshared this.

in reply to macfranc

@macfranc @dietilico Sul fronte numeri, dopo soli 12 mesi Wero contava già oltre 46 milioni di utenti registrati e più di 110 milioni di transazioni, per un valore trasferito superiore a 7,5 miliardi di euro, e nel frattempo il pagamento tramite QR code è stato pensato fin dall'inizio come pilastro dell'esperienza P2P quindi l'ossatura tecnica per replicare il gesto "alla Satispay" c'è già.
in reply to macfranc

@macfranc @dietilico Il problema è che finora questi numeri sono trainati quasi interamente da P2P, la funzione più semplice da implementare bene. Il vero banco di prova arriva ora: i pagamenti in-store, gli abbonamenti e i programmi fedeltà sono le funzionalità aggiuntive previste per il 2026, ed è lì che si vedrà se le banche sapranno tradurre l'A2A in un'esperienza da cassa fluida quanto uno scan Satispay, o se lasceranno che sia la frammentazione implementativa standalone vs integrato,
in reply to macfranc

roadmap sfalsate paese per paese a fare da freno.
La mia scommessa: le banche più agili (neobank come N26, Revolut) faranno da apripista sull'UX, mentre gli istituti tradizionali rincorreranno con integrazioni più macchinose proprio la dinamica a due velocità che rischia di confondere l'utente medio sul "cos'è Wero" a seconda di quale banca usa.
Questa voce è stata modificata (9 ore fa)
in reply to macfranc

@macfranc @dietilico bisogna anche capire quanto si paga in commissioni
Ad esempio dalle mie parti c'è stata una forte adozione di satispay, salvo vedere diversi esercenti toglierlo dalle modalità di pagamento perché a loro dire troppo costoso (a differenza della carta di credito che continuano a utilizzare)
in reply to filobus

Ottima osservazione @filobus

Il vero motivo dell' adozione di iDeal in Olanda e di Wero ora è proprio dovuto alle commissioni di Visa e Mastercard.

Attualmente ideale/Wero è gratuito per i trasferimenti tra privati e ha una commissione tra i 0.29 e 0.39 euro per il business. Qualunque sia l' importo.

Già se si considera la sola commissione è nettamente più economico anche del costo del denaro fisico (Pensa che costa circa 2% tra errori di resto, furti, banconote false e costi per portarlo alla banca per il deposito)

Il problema sono alcuni vantaggi. Per esempio Visa è Mastercard offrono protezione come il chargeback in caso di problemi. Wero invece imposta un direct SEPA, che si è dimostrato difficilmente revocabile/recuperabile anche nei recenti casi di truffe.

Certo, avere scelta è meglio di non averla. Aspettando anche l'euro digitale come altra opportunità per un fediverso dei pagamenti 😉

@macfranc @Μᾶρκος

in reply to dunklecat

@dunklecat bella domanda. Dire semplicemente «chiusa e proprietaria» secondo me mescola diversi livelli.

Lo schema Wero è governato da EPI, che ne stabilisce regole, modalità di adesione e interfacce. Le API per commercianti sono documentate - quindi pubbliche e liberamente consultabili, ma per usarle realmente servono contratto e credenziali con una banca.

Sotto Wero, però, troviamo tecnologie bancarie standardizzate: i soldi vengono trasferiti tramite SEPA Instant e il sistema bancario usa standard come ISO 20022.

Un po' come distinguere il programma di posta dal protocollo SMTP: il client può essere proprietario o libero senza rendere proprietario tutto ciò che c'è sotto.

in reply to Elena ``of Valhalla''

@Elena ``of Valhalla'' sì, per Wero oggi questo è effettivamente un limite da considerare e dipende anche da come la singola banca implementa il servizio.

Sull'euro digitale invece farei una distinzione: la BCE prevede anche una carta fisica e pagamenti offline, quindi in teoria non dovrebbe essere necessario avere uno smartphone iOS o Android.

Staremo a guardare...

@Μᾶρκος

in reply to Elena ``of Valhalla''

@valhalla Dipende: se Wero è integrato dentro l'app della tua banca (come già succede per 4 banche su 5 in Belgio), il vincolo non è di EPI/Wero in sé, ma di quanto è restrittiva la singola banca con le Play Integrity API di Google. Alcune bloccano GrapheneOS (vedi Revolut), altre no.
Solo l'app standalone di Wero (l'alternativa scelta da alcune banche come Bank Van Breda) avrebbe un proprio check di attestazione indipendente e testabile a sé.
in reply to Elena ``of Valhalla''

@valhalla Per ora è più una cosa da verificare caso per caso che una certezza: se qualcuno in Belgio o in un altro paese dove Wero è già attivo ha esperienza diretta su GrapheneOS o Sailfish/Jolla, mi interesserebbe sapere come si comporta in pratica. Nel mio caso specifico il problema è comunque relativo, perché uso GrapheneOS come telefono principale ma ho anche un tablet Android per lavoro, quindi in caso di incompatibilità ho comunque un dispositivo di riserva.
in reply to Elena ``of Valhalla''

@valhalla Uso Debian 13 con GNOME sul PC, mentre come cellulare ho un Pixel con GrapheneOS, senza servizi Google installati. Anche per questo utilizzo lo SPID tramite SMS (SPID2) per la banca Intesa Sanpaolo, e allo stesso modo ricevo SMS per confermare le operazioni o per l'accesso tramite browser. Il servizio mi costa 10€ all'anno, e in più gli SMS che ricevo sono a pagamento.
in reply to Elena ``of Valhalla''

@valhalla Perché non provi a dare un'occhiata al Jolla Phone con Sailfish OS? È comunque basato su Linux, nello specifico deriva dal progetto Mer, erede del vecchio MeeGo di Nokia, quindi non è imparentato con Debian ma ha comunque un'anima Linux vera, non Android. Supporta anche alcune app Android tramite un layer di compatibilità.
in reply to Μᾶρκος

@Μᾶρκος SailfishOS è basato sul modello open core, in cui parte del sistema è libero, ma poi ci sono delle componenti proprietarie, che secondo me non è una cosa che promette bene come futuro su cui investire.

Se non ci fossero alternative migliori, sarebbe indubbiamente meglio di niente, ma phosh e plasma mobile (e sxmo :) ) esistono, credo che siano una via molto migliore da seguire per il futuro a medio termine, e fino a che posso permettermelo preferisco usare quelle anziché passare a qualcosa di meno libero.

(tieni conto che non ho mai avuto uno smartphone android: arrivo da OpenMoko (non mio) e FirefoxOS)

e quanto all'hardware, batteria sostituibile e interruttori fisici ci sono anche sul pinofono, e onestamente adesso non è proprio il momento migliore per comprare hardware se non se ne ha disperatamente bisogno

in reply to Elena ``of Valhalla''

@valhalla Sto valutando anch'io l'acquisto, e quello che mi intriga particolarmente è che è un telefono dove puoi sostituire tranquillamente da solo alcuni pezzi, come per esempio la batteria, invece di essere costretto a portarlo in assistenza o buttarlo quando si esaurisce.
Sulla privacy poi, per un utente comune è ottima, nessun tracciamento, nessuna telemetria nascosta, e c'è anche un interruttore fisico per disattivare microfono, Bluetooth o le app Android quando non servono.
in reply to Elena ``of Valhalla''

@valhalla Rispetto a GrapheneOS però va detto che resta più strutturato e maturo a livello di sicurezza, anche perché Sailfish è un progetto decisamente più di nicchia, con una community più piccola.
Se ti interessa dai un'occhiata al sito e valuta il preordine, vendono a lotti con consegne scaglionate nei prossimi mesi. I prezzi comunque te li vai a vedere direttamente sul sito.

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