in reply to 𝓜𝓪𝓾𝓻𝓸 𝓥𝓮𝓷𝓲𝓮𝓻

@MauroV1968
@valhalla

Nel caso specifico sto leggendo un libro di Giada Messetti sugli scampati al terremoto del Friuli del 1976, ma è un automatismo che capita spesso quando la gente spiega una difficoltà a trovarsi.

Per gli adulti è superfluo, ma secondo me anche i ragazzi dovrebbero sapere contestualizzare l'avvento di una tecnologia.
Evidentemente non e' cosi'.

in reply to Luca Sironi

@Luca Sironi @𝓜𝓪𝓾𝓻𝓸 𝓥𝓮𝓷𝓲𝓮𝓻 il 1976 effettivamente dovrebbe essere abbastanza indietro da sapersi, però posso capire che qualcuno abbia dei dubbi “c'erano già i telefonini o meno” se si sta parlando degli anni 90 o immediati dintorni

edit: se non li si ha vissuti, ovviamente

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in reply to Wilson

@s_wilson @MauroV1968 @valhalla

A me risulta strano.
Senza andare a dire l'anno esatto, la diffusione di massa della telefonia cellulare, e di internet, è una informazione da libri di scuola.

Grosso modo dovresti sapere collocare la radio, l'automobile, la bomba atomica, la lavatrice.
Se no come capisci la storia ?

in reply to Luca Sironi

@MauroV1968 @valhalla
Infatti non la capiamo, indipendentemente dalla quantità di nozioni: immaginare un mondo diverso dal proprio è difficile e specialistico, quasi tutta la rappresentazione del passato a cui siamo esposti è piena di anacronismi culturali proprio perché è difficile.
Inoltre l'intera idea di capire il passato nella quotidianità è recentissima (quando collochi la marmellata fatta in casa?)
in reply to Wilson

@s_wilson @MauroV1968 @valhalla

adesso con tutti i programmi culinari in tv, tornerà di moda per motivi diversi dal conservare la frutta matura.

Comunque, non tutte le tecnologie o le invenzioni hanno lo stesso potere trasformativo sulla società, e identificare i grossi anacronismi è più importante dei piccoli anacronismi

(poi magari è un modo di dire, come dire "ai miei tempi", ma lo sento dire spesso, o almeno ci presto orecchio)

in reply to Luca Sironi

@MauroV1968 @valhalla

E non tutte le novità trasformative sono tecnologie: forse è il caso di dire più spesso "non si poteva divorziare", "una donna non poteva essere giudice" o anche "lo stupro si poteva estinguere sposando la vittima"

In ogni caso quando una differenza comporta un problema che oggi non ci sarebbe o un comportamento che oggi sarebbe diverso trovo utile dichiarare esplicitamente il motivo (ora che ci penso si dice "contestualizzare")

in reply to Wilson

@MauroV1968 @valhalla

Lo trovo importante per diversi ordini di motivi.
Intanto qualcuno potrebbe non sapere quella specifica cosa o solo non averci pensato.
Poi è utile proprio come esempio di metodo: per capire vicende di altre persone bisogna attivamente immaginare il loro mondo.
Infine è un piccolo antidoto preventivo ai fraintendimenti (anche in malafede).

in reply to Wilson

@s_wilson @MauroV1968 @valhalla Si, hai ragione! Ho scritto un blogpost anni che racconta qualcosa di questa epoca (tedesco, ma deepl & co funzionano bene):

arminhanisch.de/2020/07/callin…

in reply to Luca Sironi

@Luca Sironi @𝓜𝓪𝓾𝓻𝓸 𝓥𝓮𝓷𝓲𝓮𝓻 @Wilson mah, la bomba atomica è facile, c'è una data precisa

ma tu leggendo una storia ambientata in qualsiasi periodo del 1900 (o del 1800), in qualsiasi luogo se non del mondo almeno di europa e nordamerica sapresti in ogni caso dire se ci siano o meno le lavatrici, e quanto siano simili o meno a quelle moderne?

e secondo me la situazione dei telefoni è più compressa nel tempo, ma è più simile alle lavatrici che non alla Bomba

Scimmia di Mare reshared this.

in reply to Elena ``of Valhalla''

@valhalla @MauroV1968
Non solo: sapresti cosa comporta l'assenza della lavatrice?
Perché quando si dice "non c'erano i telefonini" o "non c'era internet" è per rendere più comprensibile una situazione, un fenomeno o un comportamento.
Tra l'altro quanto l'assenza della rete ci rendesse ignoranti è difficile da ricostruire anche per noi che ci siamo vissuti.
in reply to Wilson

non so cosa dirvi, sarò strano io a stupirmi che cosi' tanta gente puntualizzi l'ovvio cosi', automaticamente, parlando.

Sono nozioni banali per quanto riguarda il mondo che conosciamo, quindi quello occidentale, per cui abbiamo migliaia di film, telefilm, LIBRI, racconti di famiglia

La lavatrice, intesa come elettrodomestico entra in *tutte* le case italiane col boom economico, degli anni 60.

Ed è molto più importante della bomba atomica o della lavastoviglie o del microonde, perché ha liberato le donne da ore di lavoro domestico faticoso.

Non conta che c'erano automobili in America negli anni 10, o lavatrici negli anni 40,
conta quando l'ha avuta tua nonna (nel caso di un ragazzo, bisnonna)

Allo stesso modo il telefono cellulare di massa, non lo smartphone, non internet, non questa AI di merda, diventa rivoluzionario nel momento in cui ha garantito la possibilità di raggiungere chiunque, in tutto il mondo, in tempo reale.

Non si può dire che abbiano avuto lo stesso impatto il forno a microonde, o il tablet o la lavastoviglie

Questa voce è stata modificata (6 ore fa)
in reply to Luca Sironi

@Luca Sironi @𝓜𝓪𝓾𝓻𝓸 𝓥𝓮𝓷𝓲𝓮𝓻 @Wilson se stai leggendo una storia ambientata nel 1930 a new york, però, conta e come che lì le lavatrici siano arrivate già nell'anteguerra

e in italia la lavatrice è arrivata negli anni 60 — tranne che nelle zone più rurali, come i quartieri di Como che negli anni 80 ancora non avevano neanche il bagno in casa, figuriamoci la lavatrice.

in reply to Wilson

@Wilson @𝓜𝓪𝓾𝓻𝓸 𝓥𝓮𝓷𝓲𝓮𝓻 effettivamente ho chiesto a mia madre e ha detto che in qualcuno degli appartamenti a cui stavo pensando a Como il bagno non c'era, ma qualcuno che era entrato di recente aveva messo la lavatrice in cucina (negli anni 80)

ma non tutti

e già che c'era mi ha detto che mia nonna ha accettato di avere la lavatrice dopo il 1970, prima faceva lavare le lenzuola fuori e lavava i vestiti a mano (poi sì, la disponibilità di macchinari ha reso sicuramente più facile la vita di chi lavava le lenzuola per le famiglie della classe media, non so esattamente quello quando sia successo)

in reply to Elena ``of Valhalla''

@valhalla @MauroV1968 @s_wilson

a proposito del lavare i panni, Alfonso Bialetti ricavo' l'idea della moka vedendo la moglie lavare i panni con la lisciveuse

blog.bluenergygroup.it/dalla-l…

in reply to Elena ``of Valhalla''

@𝓜𝓪𝓾𝓻𝓸 𝓥𝓮𝓷𝓲𝓮𝓻 @Wilson comunque non lo sapevo, e so l'anno esatto solo perché coincide con un evento abbastanza importante da avere una pagina su wikipedia, perché inizialmente mia madre mi aveva detto l'anno sbagliato.

e questo quando l'acquisto è stato legato ad un evento importante, sospetto che un sacco di persone di quell'età non saprebbero dire esattamente quando la loro famiglia ha avuto la lavatrice, ma al massimo il decennio in cui è successo, perché la memoria umana non è il massimo dell'affidabilità

continuo a non sapere quando gli *altri* nonni abbiano avuto una lavatrice

in reply to Luca Sironi

Ma se anche solo il 10% non lo sapesse, non sarebbe corretto specificare per chi non lo sapesse? E probabilmente sono molto di più. Sembra quasi che uno vuole colpevolizzare chi non sa queste cose "ovvie".

In realtà la cosa è molto più semplice, spesso non ci si pensa, Gli anni 80 erano l'altro ieri, non è che stai parlando del medioevo in cui hai i tuoi schemi (anche li probabilmente sbagliati, ma non è quello il punto) per cui tutti ti dicono: ovviamente non esistevano i cellulari.

Ma se chiedi quando i cellulari sono diventati di massa, secondo me quasi tutti ci devono pensare su, anche se hanno vissuto quei periodi. Anche perchè come spesso succede, non è una data esatta, quindi a maggior ragione secondo me è corretto e doveroso ricordarlo.

in reply to Diego Roversi

@diegor

la mia riflessione in cima al thread era data dalla lettura in corso di un libro che riporta storie di persone normali che raccontano fatti normali.

succede anche leggendo interviste a personaggi famosi anziani.

Ma se racconto a mio nipote ventenne qualcosa che mi è capitato da ragazzo, precedente l'avvento del teletrasporto, non mi viene proprio in mente di dire, ah sì, non c'era il teletrasporto.
Aspetto che mi chieda "ma scusa, perché non hai usato il teletrasporto ?"

@valhalla @MauroV1968 @s_wilson

in reply to Luca Sironi

Il punto è che me lo chiedo da solo, nel senso che la mia mente si accorge di come il pattern di ragionamento del me stesso del passato non sia lo stesso che le viene istintivo oggi.
Mi ricordo di quanto era palloso il viaggio di ritorno e la mia mente pensa "sai, questa è una sensazione che non sentivo da tanto tempo... tanto tempo..." (cit)
Questa voce è stata modificata (4 ore fa)
in reply to 𝓜𝓪𝓾𝓻𝓸 𝓥𝓮𝓷𝓲𝓮𝓻

Si, completamente sicuro.
Non ci rendeva meno colti, forse (oggi la biblioteca è molto più ricca, per chi ha lo stesso tempo e capacità di orientarsi che serviva allora), ma certamente molto più ignoranti del mondo attorno a noi e ancora di più di quello lontano (anche solo a un passaggio di frontiera di distanza).
Sull'infodemia il discorso sarebbe lungo, ma è comunque preferibile al gatekeeping interessato di allora (e che ci tormenta ancora oggi).
Questa voce è stata modificata (3 ore fa)

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