Gli insegnanti devono lavorare di più per convincere gli studenti a scrivere e pensare da soli

Mentre continuano a diffondersi notizie di studenti che utilizzano l'intelligenza artificiale per completare automaticamente i saggi, alcuni docenti stanno iniziando a ripensare a come dovrebbero insegnare ai loro studenti a scrivere.

#ChatGPT #IntelligenzaArtificiale

theregister.com/2022/12/27/uni…

@scuola

in reply to macfranc

Due questioni mi hanno colpito: il fatto che la scrittura (e, se vogliamo estendere, l'istruzione) è strettamente legata alla tecnologia ed il rischio di impigrimento.

Spero che in futuro, e l'Italia ne ha tremendamente bisogno, la tecnologia venga integrata nel percorso scolastico: bisogna educare alla tecnologia, abituarsi a questa convivenza, imparare a sfruttare al meglio le risorse che si hanno.

Bisogna studiare il modo migliore per rendere migliore il mondo. :)

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in reply to kiwi

@kiwiki Infatti noi tendiamo sempre a sottostimare quanta componente tecnologica vi sia già nella scrittura e l'impigrimento dovuto a quella tecnologia fu un tema già eviscerato da Platone, quando affrontò il mito dell'invenzione dei caratteri.

Ora però l'impigrimento non è solo una questione di carattere culturale, ma più che altro di natura consuetudinaria e igienico sanitaria. Per questo motivo, se la scuola andrà aiutata da tutto il sistema di assistenza pubblica

@scuola

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brozu ▪️

@axi0kers0s

L'obiettivo primario della scuola a mio avviso deve essere proprio di "abituare e sviluppare i ragazzi al critical thinking", quindi sono d'accordo.

Vorrei invece aggiungere che strumenti come #chatgpt saranno sempre più presenti nelle classi. Bannarli a prescindere è stupido e anti-progressista. Bisogna semplicemente abituarsi e rispondere con nuovi metodi didattici. Chatgpt è solo uno strumento, come lo è #Google. Insegnamo ai ragazzi a ragionare.

Questa voce è stata modificata (3 anni fa)
in reply to brozu ▪️

@brozu Tuttavia Questi non sono solo strumenti, ma sono anche delle sonde che auto apprendono qualcosa in più dell'utilizzatore ogni volta che vengono usate e quel patrimonio di conoscenza è nella disponibilità del proprietario della tecnologia che, grazie a tale disponibilità, potrà esercitare un potere sempre più grande. Mettere in guardia gli studenti da questi pericoli di carattere sociale, economico e politico, dovrebbe essere un dovere da parte degli insegnanti

@axi0kers0s @scuola

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macfranc

@axi0kers0s Purtroppo la tua storia non è certo un'eccezione: l'incapacità di gestire studenti non neurotipici e addirittura la quasi istituzionale insofferenza nei confronti dei ragazzi plusdotati è uno schema che ancora si ripete nella scuola italiana. Fortunatamente negli ultimi anni sono stati fatti grandi passi avanti, ma troppo dipende ancora dalla capacità del dirigente e degli insegnanti, ma il connubio tra incompetenza di alcuni singoli e malagestione del ministero non aiuta

@scuola

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macfranc

@naciketas quella dell'insegnante è una professionalità riconosciuta economicamente e socialmente per l'impatto che procura a tutta la società. Non c'è assolutamente bisogno di alcuna cultura dell'insegnamento come servizio.

Il fatto che, come è oggi in Italia, l'insegnamento come servizio costituisca una condizione necessaria per esprimere la professionalità dell'insegnante, è solo il segno delle difficoltà a cui sono soggetti insegnanti e studenti...

@axi0kers0s @scuola

in reply to brozu ▪️

@brozu naturalmente sì. Personalmente lo do per scontato, ma questo discorso vale per tutte le Big Tech che basano il proprio potere e la propria capacità di distorcere il mercato tecnologico e pubblicitario, sulla conoscenza, l'analisi comportamentale, la violazione della privacy e il condizionamento dei propri utilizzatori.

@axi0kers0s @scuola

in reply to macfranc

@axi0kers0s La gestione di qualsiasi diversità nella scuola Italiana é sotto zero e, per esperienza, posso dire che anche la gestione della così detta normalità é in discesa. Rimane sempre il dubbio che l'obiettivo sia quello di privatizzare facendo diventare la buona istruzione un privilegio. I passi avanti fatti da singoli istituti e da singoli docenti in un quadro generale non fa testo purtroppo. Se non cambia qualcosa di importante il futuro sarà deprimente.

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in reply to Steffy

@steffy il tuo dubbio purtroppo non è un dubbio...

Tuttavia non sono d'accordo con il fatto che la scuola abbia peggiorato la sua capacità di gestire la diversità. Mediamente il livello è migliorato moltissimo. Purtroppo il peggioramento è nella sempre maggiore difformità tra scuole virtuose e pessime scuole, una tendenza che peggiorerà con l'autonomia differenziata e che andrebbe invertita al più presto, perché costituisce un rischio di destabilizzazione democratica

@axi0kers0s @scuola

in reply to macfranc

@naciketas @steffy @axi0kers0s io sono una docente. Nell'ultimo decennio ho visto una progressiva riduzione del sostegno agli studenti in difficoltà. È rimasto in piedi assai poco e solo a fronte di casi davvero gravi, mentre aumentano i casi di studenti con problemi di apprendimento e o disturbi della personalità anche importanti. Anche in questo campo ciò che ci faceva essere un modello viene progressivamente smantellato, Sanità appunto e Servizi sociali.
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macfranc

@emama sì, ma stiamo parlando di gestione economica, stanziamenti e risorse, ma non del quadro normativo sotteso alla disciplina del sostegno.

Da questo punto di vista, per esempio la normativa sugli AEC è decisamente discutibile e la gestione degli appalti da parte dei comuni fa acqua da tutte le parti

@naciketas @steffy @axi0kers0s @scuola

in reply to macfranc

@macfranc @Steffy @emama 🦉 @Axi0kers0s 👾 @Antonio Vigilante la disciplina nel senso delle leggi e regolamenti che dicono come *dovrebbe* essere implementato il sostegno? gli stessi per cui poi non vengono stanziati fondi sufficienti, per cui rimangono lettera morta?

non mi stupisce per niente.

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in reply to emama 🦉

@emama @steffy @axi0kers0s Immagino che sia una realtà a macchia di leopardo. Io a Siena ho qualche studente con sostegno che in realtà non avrebbe bisogno di alcun sostegno. I problemi del sostegno sono diversi:

  • Molti docenti che si buttano sul sostegno per entrare nell’insegnamento, senza alcuna vera preparazione.
  • Un problema, serio, di fondo: anche i docenti preparati non possono essere davvero preparati a lavorare con qualsiasi disabilità. Lavorare con uno studente cieco è diverso dal lavorare con uno studente autistico. Ai docenti di sostegno si chiede una competenza illimitata che è evidentemente impossibile.
  • Si ripete fino alla nausea che il sostegno è alla classe, ma di fatto il più delle volte il docente di sostegno è attaccato allo studente che segue.
  • I docenti cosiddetti curricolari non sanno lavorare con i docenti di sostegno.
  • Le aule italiane, pensate per una didattica trasmissiva, non sono adatte alle attività di sostegno. Per questo spesso gli studenti con sostegno sono fuori dall’aula.
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Post

@axi0kers0s @naciketas @rothgar @emama @steffy
Guarda che una sindrome è un insieme di sintomi, questa cosa del far finta che una sindrome come ADHD sia una patologia di cui si può essere affetti è solo un modo per vendere più droghe legalizzate ("psicofarmaci") ed una scusa per non ammettere quanto avvilenti e disumani siano diventati gli ambienti come quello scolastico.
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Steffy

@emama @naciketas @axi0kers0s Magari se il sostegno così come è fatto non funziona, si studia qualcosa di diverso. È vero che le disabilità sono di vario tipo, e un docente di sostegno non può sapere tutto, ma nemmeno assegnare il sostegno a chi capita o ad un insegnante che ha scelto per un anno di fare quello, non mi sembra una gestione ma un rattoppo. L'insegnamento non è solo un lavoro, ma solo come tale spesso viene trattato, da tanti anni ormai. Si vedono i risultati.

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