Caro storiverso,

Qualcuno ha idea delle date in cui il regno d'Italia ha emesso dei passaporti per l'interno? internet non sta aiutando, sto trovando solo delle copie di passaporti in vendita, quasi tutte della prima metà del 1900, e mi stavo chiedendo se fossero già presenti nell'ottocento, subito dopo l'unificazione (ma ovviamente sia più facile trovarne in giro di più recenti), o se siano stati introdotti più tardi.

Così, mi stavo chiedendo, se un personaggio fittizio di Milano negli anni 50 fosse stato esule a Torino a causa di, diciamo, screzi con l'autorità austriaca, e in tale città si fosse accasato, quanto rognoso sarebbe stato per la sua famiglia (piccolissima borghesia, titolari di un negozio), una volta costruita la ferrovia e avvenuta l'unificazione andarlo a trovare di tanto in tanto?

(No, non sto scrivendo un libro. sto facendo worldbuilding per storie che non scriverò mai)

in reply to Elena ``of Valhalla''

@Luca Sironi mi correggo:

* negli anni *40* era un ragazzo che andava a scrivere viva verdi sui muri di Milano;
* negli anni *50* viveva a Torino, ha conosciuto una ragazza, si son sposati, han fatto figli
* negli anni *60* ha avuto l'opportunità di reincontrare legalmente la famiglia di origine (e far conoscere loro i nipotini)

Oblomov reshared this.

in reply to ragazza senza grazie

@ragazza senza grazie buona idea!

ho una lettura per la prossima volta che mi annoio :D

archive.org/details/cc-1865-10…

(c'è anche it.wikisource.org/wiki/Codice_… su cui speravo di riuscire a fare ricerche di testo, ma non è completo)

(credo che sia più una questione di libertà di movimento che non di cittadinanza, visto che si parla dei passaporto per l'interno e non per l'emigrazione)

in reply to Elena ``of Valhalla''

scusa l'Anglese, ma non scrivo tanto Italiano.

I'm not sure if this helps you because I don't understand the question 100%. But people born in the Trieste area (Austro-Hungarian Empire, like my grand father) could "transmit" their Italian citizenship (because I guess at some point they _became_ Italian; I'm not really sure if mine became because he was the child of an Italian couple, and birth certs do not include citizenship) to (grand)children that were born outside Italy (like me).

in reply to Marcos Dione

@Marcos Dione answers in Galactic Standard are perfectly fine, don't worry!

Trieste is an *interesting* case also because it became part of Italy decades later (at the end of WWI) than the official unification (1861) or the de-facto unification (1870, conquest of Rome), and then was independent for a few years after WWII.

Other than that, yeah, there have been quite a few changes in how citizenship can be transmitted by descent through generations of people not living in Italy, afaik for Italy it was stricter in the past, then became quite liberal, and then the fascist (2.0) governments have started to add more and more restrictions, for obvious political reasons :(

in reply to Elena ``of Valhalla''

si chiamavano lasciapassare, ma credo solo per viaggi lunghi. Credo ci fosse più libertà di movimento, ma il domicilio era ristretto. Non ho in mente di aver letto di documenti per gli emigrati (per raggiungere i porti per andare negli altri continenti) o per i loro accompagnatori fino ai porti (era emigrazione di massa). Ma non ricordo nemmeno di aver letto di documenti per attraversare il confine attuale: era normale avere campi o famigliari nel paese vicino)
in reply to cate

@cate credo che dipendesse anche da quale confine: tra impero austroungarico e regno di sardegna di sicuro serviva il passaporto (e non veniva rilasciato facilmente a tutti), però la situazione tra i due stati era indubbiamente complicata

non so se servisse anche tra impero austroungarico e svizzera, di sicuro un bel po' di fautori dell'indipendenza italiana sono stati esuli a Lugano per svariati anni

(e i valligiani del lago di Como comunicavano con loro. ma non sono sicura che per farlo passassero il confine in modo legale :D )

@cate
in reply to Elena ``of Valhalla''

Abbiamo i “muri della fame” (opere pubbliche per impiegare gli stagionali rifiutati a sud) e emigrazioni in altri continenti per via del “blocco austriaco “. Cmq ho creduto (ma mai veramente saputo) che fosse solo un divieto di lavoro, non di passaggio. Cmq sui confini: era normale avere campi nei due lati, tutto legale e alla luce del sole. E ci sono ancora vigneti e case divise virtualmente in due nazioni, per non parlare di sentieri.
in reply to Elena ``of Valhalla''

intanto ho trovato se non gli orari dei treni almeno i prezzi dei biglietti:

7.35 lire (42.37 €) in terza classe
10.95 lire (63.12 €) in seconda classe
14.60 lire (85.08 €) in prima classe

(oggi (nel senso di *in partenza oggi*, comprato stamattina. grumble) un regionale veloce costa 12.75€, un frecciarossa parte da 38€ e arriva a 120€)

archive.org/details/to00185542…

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in reply to Rolery

@Rolery beh, per buona parte della prima metà dell'ottocento avevi bisogno di un passaporto anche per viaggiare da Angera ad Arona (2 km di battello), però erano due stati diversi, e in svariati periodi non proprio in pace tra di loro, e infatti non tutti riuscivano ad ottenere il passaporto in questione.

Poi però c'è stato il 1861 :)

in reply to Rolery

@Rolery no, no

di sicuro ai primi del 1900 esistevano dei passaporti *per l'interno*, per viaggiare all'interno dei confini italiani: non so però quando siano stati introdotti

non so neanche se servissero per qualunque spostamento (e oltre che distanza) o se servissero solo per registrarsi negli alberghi, come oggi serve la carta d'Identità

Unknown parent

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Elena ``of Valhalla''

@ciccillo ecco, io ho usato il primo convertitore che ho trovato

però, dai, tutto sommato mi paiono un po' più cari, ma comparabili coi prezzi di oggi, no?

certo, il regionale veloce (che credo venga preso da chi all'epoca avrebbe preso la terza classe) è decisamente più economico, e quello è un bene, ma la prima classe era più economica allora della business di oggi.

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