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Cose che vorrei imparassimo da questi due anni e spicci di pandemia: se sei malatə, non vai a lavoro.
Mi capitano sottocchio quei post dei ricordi su quell'altrosociallà ed
è pieno di "tonsillite, ma si va a lavoro" o "e anche oggi febbrone, ora tachipirina e via".
Che ci rimanga, tra le cose buone imparate, questa perlomeno: se stai male, stai a casa, ti curi, ti riprendi, poi torni. La cultura dell'indomitə che sorride finché non crepa male lasciamola a casa a far la muffa.
il "sto male ma vado a lavorare" è un approccio al lavoro che non ho mai capito, è proprio estraneo alla mia visione del mondo. Non è solo deleterio per la propria salute, è pure una mancanza di rispetto verso i colleghi
Tutto vero. Purtroppo finora è stato tutto il contrario. O perlomeno: ti inducono a pensare il contrario. Se non vai a lavoro malatə costringi i colleghi a lavorare per te, deludi l'azienda, chi ci sta in turno al posto tuo? E guarda che eroe che viene a lavoro anche se cade a pezzi!
Che sono atteggiamenti di merdissima che vorrei ci lasciassimo alle spalle, reliquie del mondo "di prima".
che poi andando al lavoro malati non fai produrre di più l'azienda, la fai produrre di meno, perché a) tu quei giorni lavori di merda b) contagi i colleghi c) tutti i colleghi contagiati o lavorano di merda, o devono stare a casa e non lavorano per niente.

solo che per farlo entrare nella [epiteto rimosso] di testa di certa gente, ecco, ho paura che non sia bastata una pandemia :(

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