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Raspberry PI3 + DAC : l'accoppiata vincente


Esistono molte soluzioni per immagazzinare e ascoltare la vostra raccolta di musica. Alcune sono molto costose, ma come vedremo, altre alla portata di tutti i portafogli e con risultati che, il più delle volte superano gli impianti da millemila Euro.

Ricordate il DAT? Il DAT è il Digital Audio Tape, molto costoso nei anni 90, ma anche oggi uno dei migliori registratori pre-produzione, registra senza compressione a 48 Khz, usa cassette con nastro al metal costose, e può registrare sia da sorgenti analogiche che digitali. Qui potremmo aprire una diatriba sull’orecchio umano e i parametri stellari che ci propongono i moderni CHIP audio, nonché le varie configurazioni tra pre e finale e, per finire il canonico “paio di casse acustiche”, ma sinceramente non mi sembra il momento, visto anche le opinioni e l’orientamento molto particolare che ho sull’argomento.

Ma torniamo ai giorni nostri: un DAC audio ha esattamente lo stesso compito di venti anni fa, ovvero quello di diminuire il “rumore” provocato dalle dinamiche di lettura dell’audio offrendo una conversione digitale/analogica ad alta frequenza e dunque una qualità audio migliore.

L’idea de realizzare un media player è nata dal fatto che il mio vecchio impianto “analogico” non mi soddisfava più, avendo le sonorità tipiche degli anni 70 e grazie alla lettura di varie recensioni sulla riproduzione di “musica liquida” con l’accoppiata Raspberry + DAC, mi sono messo al lavoro. L’idea è quella di centralizzare in rete (casalinga) o anche in locale (su disco) tutta la mia biblioteca musicale contenuta in cassette , LP e CD.

Il primo passo è stato quindi di convertire tutti i brani in formato FLAC loseless alla più alta campionatura possibile e schiaffarli su un disco da 2 TB.

Il secondo passo è stato acquistare il DAC hat da posizionare sopra il Raspberry PI3 che ho già nel cassetto. Tengo a precisare che il PI3 è raccomandabile, visto che ha incorporato anche il bluetooth, che mi permetterà di riprodurre musica anche da altri dispositivi come tablet o smartphone.

Tra i vari DAC compatibili con il Raspberry, qui ne trovate alcuni:

https://rataks.com/blog/a-list-of-raspberry-pi-compatible-dacs.html

http://www.suptronics.com/boards.html

La mia scelta del DAC, tra i modelli esistenti e compatibili col Raspberry, è caduta sul “PiFi DAC+ “ che si trova a una cifra tra i 20 e i 30 euro su Amazon.

La scheda in oggetto è basata sul chip a 32 Bit DAC PCM5122 della Burr-Brown Corporation, con interfaccia PCM a 384 kHz con interfaccia dati I2S.

Immagine/foto

Le caratteristiche HW della schedina in oggetto, sono di tutto rispetto:
  • Frequenza di campionamento: 384 kHz
  • Risoluzione: 16-32 Bit
  • Interfaccia digitale audio: I2S
  • Rapporto segnale rumore (SNR): 120dB
  • THD: -93dB
  • Range dinamico: 112dB
  • Supportato il controllo hardware del volume.
  • Supportati: Raspberry PI 2 Model B, / 3 / 3 B+
  • Interfaccia remota IR
  • Sono utilizzati resistori e condensatori di qualità, utilizzati su dispositivi Hi-Fi professionali:
    • Resistenze VISHAY
    • Condensatore ELNA RBP2
    • Condensatore WIMA MKS2
    • Condensatore ERO KP1830
    • Condensatore serie Nichicon FG
Dispone di doppia presa RCA dorata che permette di avere ottime proprietà conduttive, ma se avete un ampli con ingressi bilanciati, ne esistono con uscite bilanciate, o se volete uscita digitale ne esistono anche con uscita S/PDIF.

Le alimentazioni deIla sezione DAC e quella di Raspberry Pi sono isolate, riducendo così il rumore e intermodulazione offrendo un suono cristallino.

Per informazioni sulla configurazione del dispositivo su una Raspbian, Openelec, o LibreElec, vi rimando al documento creato dalla casa costruttrice: http://www.raspberrypiwiki.com/images/2/23/PiFi_User_Guide.pdf

Il terzo passo è stato quello di reperire in commercio un LCD da 7” per visualizzare correttamente l’output del Raspberry senza monitor ingombranti ed, in futuro, mettere il tutto dentro un piccolo contenitore in plastica o alluminio. La scelta è caduta sul modello originale touchscreen da 7” con 800x480 di risoluzione, che si trova attorno ai 70 euro.

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Poiché il lampone non ha un pulsante di accensione, una volta spento per farlo ripartire si deve staccare e riattaccare l'alimentatore. Ma vi è la possibilità di aggiungere un pulsante di accensione saldando 2 fili sui 2 fori presenti nel rettangolino con la scritta "RUN" (in alto a dx nella foto) a cui appunto collegare un pulsante (non un interruttore).

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Alimentatori


Un alimentatore ufficiale RPi sembra essere l'elemento chiave per ottenere un suono di qualità elevata. Attenzione alle cineserie che notoriamente sono alimentatori sottodimensionati che possono introdurre delle instabilità o esplodervi in faccia...

La qualità dell'immagine e del suono è influenzata dall'alimentatore: se l'alimentazione è insufficiente o è “rumoroso”, un dispositivo non può esprimersi al meglio e questo si traduce in instabilità, immagine stereo piatta e suono aspro. Se volete dormire sonni tranquilli andate sugli alimentatori lineari (costosi) ma anche degli ottimi switching vanno benone.

Prova d’ascolto


Come si nota in figura, lo scatolotto contenente raspberry pi3 più DAC con uscite RCA è stato attaccato ad un finale Fenice 50 in classe D a sua volta attaccato alle mie storiche Tannoy Cheviot.

Il primo ascolto è stato stupefacente, nulla a che vedere anche solo sostituendo il finale (Mc Intosh MC 7100) con cui avevo ascoltato musica sino ad ieri, (ora accantonato in un angolo). I medio-alti riprodotti con precisione e spazialità incredibili, bassi profondi ma non roboanti, insomma, è un bell’ascoltare, e devo dire che ho restaurato alla grande il mio vecchio impianto, riuscendo a vendere anche il mio vecchio pre valvolare Lector ad un ottimo prezzo.

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//www.gl-como.it/v2015/pi3-dac/


@Gruppo Linux Como @LIFO
The same petition, in German:

https://www.openpetition.eu/it/petition/online/fuss-an-suedtirols-schulen-soll-weiterleben

The TooItalian;Didn'tRead is that the province of Bolzano has decided to stop paying to develop FUSS, a Debian based system¹ that has been used since 2005 in the italian language schools of the province and move towards a microsoft-based solution.

¹ not just a distribution, the project also includes tools for both classroom management and teaching.


Vanilla @debian is installed/running on my @olimex TERES-I laptop via debian-installer. If you experience a black screen upon bootup, there is a workaround: remove the installation media at the debian-installer boot select menu. What does this mean? You can easily create your own installer media (a ~90MB image) to install the operating system the way it was designed to be installed. You don't need a custom image sourced from a vendor.

https://wiki.debian.org/InstallingDebianOn/Olimex/Teres-I#Using_debian_installer


@Gruppo Linux Como


@Gruppo Linux Como especially the audiophiles of gl-como :D


Primo incontro Rizoma


Hai poco tempo, il capitalismo estrattivo te lo ruba, al lavoro e quando produci valore nel
tempo libero.
I partiti non ti attirano, parlano di problemi di 20 anni fa proponendo soluzioni di 50 anni
prima.
Se sommi tutto il tempo che passi sui social ( Instagram, WhatsApp, Facebook ), a guardare,
leggere e scrivere cose che dimenticherai dopo tre giorni, e pensi che avresti potuto impiegarlo
meglio organizzando una rivoluzione, allora sei nelle vicinanze del Rizoma.
Il rizoma non è unico, ce ne sono molti ma sono difficili da trovare perché sono radici
sotterranee. Spesso pensi di non averne bisogno, hai cose più urgenti da fare. Per esempio
sopravvivere.
Oltre alla sopravvivenza, per chi può, c'è l'azione. Rizoma è una unità minima dell'azione, una
organizzazione senza struttura, in comunicazione con le altre organizzazioni in un ecosistema.
Hai dei desideri? A chi li affidi?
Nel Rizoma puoi attivarti per realizzarli assieme a con chi respira assieme a te. Usando la
tecnologia a tuo vantaggio, per produrre valore sociale nella comunità senza diventare una
appendice della macchina e una merce in vendita.
Andremo a formare una delle componenti dell'ecosistema di organizzazioni, una soluzione
frammentaria ai desideri di appartenenza a comunità aperte, accoglienti e solidali.
Le caratteristiche minime saranno l'assenza di delega, il confronto dialettico, l'apertura a
molteplici identità, l'interesse per le tematiche legate alla tecnologia e alla trasformazione
sociale.
Ci vediamo a Spin Time Labs alle h 10:00 sala X - Domenica 13 ottobre 2019.
Via S. Croce in Gerusalemme, 55, Roma.
Programma:
Domenica 13 Ottobre.
H 10:00 Benvenuto di Spin Time Labs - Introduzione a Rizoma
H 11:00 Discussione delle proposte costituenti.
H 12:00 Proposte di azione dai partecipanti.
H 13:30 Pranzo sociale 15€
H 14:30 Il social network federato come ambiente per l'ecosistema di organizzazioni.
H 16:00 Crowdfounding e bandi per finanziare le infrastrutture emancipative. La campagna
#facciamoluce come esempio di ecosistema.
H 18:00 Saluti - workshop social federati (Friendica e Matrix). Scambio contatti.
https://friendica.feneas.org/profile/rizoma rizoma@tuta.io
#fediverso #politica #roma #friendica #rizoma #facciamoluce #spintimelabs
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